Fonte immagine: Checkpoint blog
Spesso ci siamo soffermati sulle pratiche di Search Engine Optimization, ovvero sull’ottimizzazione per i motori di ricerca dei contenuti che ruotano attorno a un libro (content marketing) e dei contenuti del libro stesso (tramite metadati) per far sì che venga trovato e scelto dagli utenti mentre sono impegnati a navigare tra le SERP (gli elenchi dei risultati di ricerca). Cosa ne è di queste pratiche se adesso si può ottenere una risposta univoca e argomentata direttamente da un’intelligenza artificiale, come ChatGPT o Gemini?
Secondo un sondaggio di Semrush: “Il traffico di ricerca basato sull’intelligenza artificiale ha il potenziale per superare il traffico di ricerca organico tradizionale entro i prossimi due-quattro anni”. Non solo, quasi in sordina ChatGPT sta testando negli Stati Uniti l’Instant Checkout, una funzione per completare gli acquisti direttamente in chat; al momento è disponibile solo per alcuni prodotti Etsy e rivenditori di Shopify, ma non è difficile prevedere che presto lo sarà anche per le librerie online. Se ne deduce che se i motori di ricerca generativi non conoscono il nostro libro e non lo citano nelle conversazioni con gli utenti, be’, questo resterà invisibile.
In un precedente articolo vi raccontavo dei miei esperimenti con Gemini, Copilot e ChatGPT per capire cosa succede quando un lettore chiede un consiglio sul prossimo libro da leggere e come vengono organizzati i consigli di lettura, oggi ci spingeremo un passo avanti cercando di scoprire come fare in modo che i nostri titoli vengano citati nelle risposte.
Per studiare come funziona la Generative Engine Optimization (per i libri) ho seguito diverse fonti autorevoli, come Semrush appunto e Backlinko che si occupano di indicizzazione e ricerche online da sempre e ne hanno seguito tutta l’evoluzione; ma anche il sempre puntuale Ricardo Fayet di Reedsy, che sta condividendo tramite la sua newsletter gli sviluppi di un motore di ricerca libri basato proprio sull’intelligenza artificiale. Ciò che ne ho dedotto è che non basta più il singolo link, il post dove piazzare la keyword giusta, per farsi trovare è necessario iniziare a pensare a una rete di concetti intorno al vostro libro.
Tabella dei contenuti:
Come funziona la ricerca IA
Fayet lo spiega molto bene: le IA costruiscono mappe di significato, se un lettore cerca un libro con una “protagonista femminile forte”, l’IA non si limita a scandagliare testi che contengono quella frase esatta. Cerca concetti simili: “regina guerriera”, “elfa ribelle”, “erede al trono”, “donna in fuga”; apre decine di micro-ricerche simultanee, raccoglie risultati, li confronta e solo dopo costruisce la sua risposta.
La buona notizia è che, in tutto questo meccanismo, non conta più se sei posizionato tra i primi risultati su Google o se il tuo titolo contiene esattamente la parola chiave di tendenza. Anzi, tornando alle analisi di Semrush, risulta che quasi il 90% delle citazioni di ChatGPT proviene da pagine web che si trovano oltre la posizione 20 nei risultati di Google. Quindi si può non essere primi su Google, ma finire comunque nella risposta che l’IA dà a un potenziale lettore, perché ciò che viene valutato è il complesso della presenza online di un autore e del suo marchio. Se mantenete una linea editoriale costante, se trattate un tema in modo ricorrente, se le vostre affermazioni sono confermate da altre fonti autorevoli state “seminando” nel modo giusto.
3 strategie per essere menzionati dalle IA
Le recensioni su Goodreads o Amazon sono miniere d’oro per gli LLM che ne estrapolano caratteristiche, temi, toni per fornire risposte personalizzate. Pertanto bisogna incoraggiare i lettori a lasciarne di dettagliate, recensioni cioè che contengano quelle stesse parole e frasi chiave per cui vogliamo posizionarci. E’ una tecnica di promozione avanzata che abbiamo già avuto modo di approfondire: se le descrizioni che i lettori danno della storia si allineano ai metadati che noi stessi abbiamo fornito per descrivere il libro, i motori di ricerca saranno più propensi a consigliarlo. Non basta più ottenere 5 stelle, ma sapere se un lettore ha amato la protagonista, cosa ha provato sul quel colpo di scena, ecc.
Ora, per ridurre il rischio di “allucinazioni” (inventarsi cose), le IA privilegiano contenuti che oltre a mostrare coerenza, trovino conferma anche in altre fonti. Quante più persone parleranno di voi, tanto più risulterete credibili, perciò non sottovalutate la possibilità di continuare a ritagliarvi uno spazio su siti di settore (blog, riviste letterarie, newsletter), anche se qualcuno sostiene che è ormai una strategia inutile per promuoversi, ogni citazione esterna è un segnale di fiducia per gli algoritmi.
Infine, un dettaglio tecnico già descritto nella Guida ai Metadati: le marcature semantiche che consentono di etichettare un contenuto secondo precise caratteristiche – Libro, Autore, Recensione – diventando così “entità” riconoscibile per i motori di ricerca. Se si gestisce un sito (WordPress), implementare i markup è semplice grazie a degli appositi plug-in, per un singolo libro forse lo è ancora di più se si ha l’accortezza di inserirlo tra le le liste di Goodreads e soprattutto su Google Libri.
I vantaggi di apparire con un libro tra i risultati di ricerca di Google
Tutti i benefici di apparire nella Libreria di Google, che avevamo messo in rilievo (già nel post del 2013), restano validissimi ancora oggi dato che su quei testi le IA ci si addestrano. Il risulto? Il 99% dei libri che ChatGPT consiglia ha una pagina nella Google Books Library, assicurano da Reedsy.
Quali contenuti “seminare”
Beninteso, tutte quelle elencate fin qui sono azioni che ci permetto di sperare che le IA parlino del nostro libro, ma sappiamo che non è semplice né immediato ottenere recensioni o segnalazioni su siti autorevoli, l’invio di email, il lavoro di PR richiede tempo e un notevole sforzo, però possiamo sempre giocare d’anticipo, creando noi stessi quei formati che le IA vanno a scandagliare in cerca di risposte. Per sapere quali siano, con una buona dose di certezza, l’ho chiesto direttamente al mio chatbot preferito del momento in quanto ad affidabilità e poca fuffa.
Ecco cosa mi ha risposto DeepSeek:
Liste strutturate
Create articoli sul vostro sito (o su Medium, o su LinkedIn) in cui confrontate il vostro libro con altri dello stesso genere. Usate tabelle. Spiegate perché il vostro è adatto a un certo tipo di lettore, ma – e questo è fondamentale – menzionate anche i punti deboli. Le IA riconosono l’obiettività e la premiano.
Esempio pratico: “Romantasy con enemies-to-lovers: 5 libri da non perdere (e perché il mio [titolo] è perfetto se amate il [genere])”. Poi, una tabella con titolo, autore, tipo di conflitto, presenza di scene esplicite, livello di magia, e una colonna “Ideale per…”.
Le IA pescano informazioni da queste tabelle per costruire risposte comparative.
Recensioni e analisi in prima persona
Scrivete recensioni approfondite dei libri che amate (o anche di quelli che non vi sono piaciuti). Analizzate i personaggi, i colpi di scena, i temi portanti.
Cosa fare: non limitatevi a “bello/non bello”. Spiegate perché una storia funziona. Che tipo di arco narrativo segue il protagonista? Quali temi universali tocca? Come gestisce il worldbuilding?
Le IA riconoscono l’expertise. Se diventate un punto di riferimento per l’analisi di un genere, diventate anche una fonte autorevole da citare quando qualcuno chiede informazioni su quel genere.
FAQ e Guide alla scelta
Pubblicate articoli che rispondono a domande specifiche dei lettori. “Cos’è il romantasy?”, “Differenza tra Urban Fantasy e Paranormal Romance”, “Libri con colpi di scena finali”, “Fantasy per chi ama le protagoniste over 40”.
Il formato vincente: domanda chiara nel titolo, risposta diretta e sintetica subito dopo. Poi, se volete, approfondite. Ma la risposta deve essere lì, leggibile in 2 secondi.
Le IA, quando devono rispondere a domande frequenti, cercano esattamente questo formato.
Community e forum
Reddit, Quora, gruppi Facebook specializzati: molti autori li snobbano, o li usano solo per lasciare il link al proprio libro e scappare. Errore gravissimo.
Come fare: Partecipate alle discussioni in modo autentico. Rispondete alle domande sul vostro genere. Consigliate libri (il vostro, ma anche altri). Diventate un membro utile della comunità. Incoraggiate i lettori a condividere le loro opinioni. Create un hashtag. Organizzate un contest per la recensione più creativa.
Le IA raccolgono questi segnali. Un post su LinkedIn in cui qualcuno dice “sto leggendo X e finalmente ho trovato un fantasy con una protagonista che non è la solita eletta” diventa un dato. E i dati, per le IA, sono cibo.
Misurare (più o meno) la propria visibilità LLM
Se DeepSeek ci dice che dobbiamo “uscire dall’orticello” del nostro sito web per seminare contenuti altrove, perché le IA pescano da un ecosistema molto più vasto di informazioni, misurare l’impatto della GEO sulla visibilità del libro che abbiamo scritto può diventare arduo. I sistemi di statistica stanno appena iniziando a monitorare i LLM tra le prestazioni di ricerca. Qui nel Lab, ad esempio, utilizzo Matomo, che mi segnala ChatGPT e Perplexity tra i canali di acquisizione del traffico, ma posso soltanto dedurre dopo aver incrociato i dati cosa quegli utenti stessero cercando, a quale domanda cioè hanno risposto i miei contenuti. Bing consente di monitorare quante volte le pagine vengono citate da Copilot, non è detto però che a una citazione corrisponda a una visita, tantomeno un acquisto. Un lettore che cerca consigli di lettura da un chatbot, infatti, può decidere di non cliccare immediatamente su un titolo; potrebbe memorizzarlo per ricerche successive o per andarlo a comprare direttamente in libreria.
Tu vedi una vendita ma non saprai mai che è nata da un’IA.
Secondo BackLinko, se si nota un aumento di vendite senza che sia stata avviata alcuna campagna promozionale nel breve periodo, può voler dire che ci siamo conquistati una buona visibilità sui LLM; secondo SeoZoom, poi, bisognerebbe tornare alle vecchie “metriche di vanità”: Reach, Impression ed Engagement sono la prova che il tuo messaggio è stato consumato.
“La sintesi dell’AI non chiude il percorso, lo sposta. Dopo aver ricevuto una risposta, l’utente cerca conferme umane: esempi reali, volti, esperienza vissuta […] se l’AI ti cita ma l’utente non trova una prova di vita altrove, la conversione si blocca”.
In breve, per capire se la ricerca generativa sta influenzando la visibilità e le vendite dei nostri libri dovremmo tenere d’occhio quelle keyword che gli esperti chiamano brandizzate, ovvero, quelle che gli utenti digitano quando hanno sentito parlare di un autore ma stanno ancora cercando di decidere se vale la pena leggerlo. Anche questo passaggio, di seguito spiegato nel dettaglio seguendo le indicazioni di Backlinko, dovrebbe suonarvi familiare.
“Il modo più chiaro per valutare la visibilità LLM è vedere se (e come) il tuo marchio compare nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Esegui richieste manuali su diversi strumenti come ChatGPT, Claude , Perplexity e Gemini”.

“Utilizza un browser privato o in incognito per evitare risultati distorti dovuti a query passate o personalizzazioni. Quindi, effettua la ricerca come farebbe il tuo pubblico, in modo naturale e con un chiaro intento di ricerca.
Documenta il sentimento e il contesto di ogni menzione. Includi lo strumento utilizzato, il prompt, il linguaggio esatto citato e la tua posizione nella risposta. Ciò consente di identificare i cambiamenti nel posizionamento del marchio, nella chiarezza del messaggio e quali prompt attivano costantemente le menzioni”.
E’ ciò che a suo tempo definimmo come SEO emozionale, pratica che non appare cambiata molto, se non in una consonante, con l’introduzione della Generative Engine Optimization. Che ne dite?
Voi avete notato se qualche IA parla dei vostri libri? Vi siete imbattuti in una citazione inaspettata?











Una risposta
È raro trovare qualcosa di così ben fatto. Complimenti