“Esecuzione”: una partitura per macchina e lettore, di Andrea Capodimonte

Il Laboratorio prosegue nella sua indagine su scrittura e Intelligenza Artificiale, ospitando Andrea Capodimonte, caporedattore di Argo Libri, nonché autore – o sarebbe meglio definirlo ideatore – di “Esecuzione”. Un’incertezza attribuibile al fatto che il libro che ci presenta non contiene una storia fatta e finita, ma i prompt che la generano in tutte le possibili varianti.

“Esecuzione” va in stampa dopo due anni di sperimentazioni in cui Andrea ha portato i prompt in giro, per leggerli ed eseguirli, appunto, tra il pubblico e stare a vedere come cambiava di volta in volta il risultato. Un passaggio fondamentale nella genesi del libro, poiché il suo scopo è proprio quello di interrogarci sul concetto di libro oggi: le teorie che mettono in discussione l’autore in quanto fulcro della produzione letteraria e creativa in generale ormai hanno una lunga tradizione, ma se in discussione ci fosse il ruolo stesso dei lettori? Prodursi una storia da sé, con una AI, è lo stesso che leggere?

Per capire la differenza, se un differenza c’è, in coda al post troverete il prompt-incipit di “Esecuzione”, da copiare e incollare nel vostro bot di elezione. Buona lettura/scrittura!

“La parola esecuzione tiene insieme tre significati che di solito non si parlano. C’è l’esecuzione informatica: un programma non è niente finché non gira, il codice sulla pagina è solo potenzialità. C’è l’esecuzione musicale: la partitura non è la musica, la musica accade ogni volta che qualcuno la suona, e ogni volta è diversa. E c’è l’esecuzione capitale: qualcuno viene messo a morte. “Esecuzione” prova a stare esattamente nel punto in cui questi tre significati si toccano. Chi lo apre e si limita a leggerlo ha in mano lo spartito, non il concerto. Per far esistere il testo bisogna eseguirlo: prendere i prompt, darli in pasto a un modello linguistico, e lasciare che la storia – Primordium, il Collettivo Poesia Crudele, gli esperimenti sugli esseri umani – accada. Ogni esecuzione è irripetibile: lo stesso prompt, eseguito due volte, non produce mai lo stesso testo. Il libro che hai letto tu non lo leggerà mai nessun altro.

E la terza accezione, quella capitale? Ciò che viene messo a morte, a ogni esecuzione, è l’idea del testo come oggetto stabile, finito, firmato. Compreso, in un certo senso, l’autore. Il finale del libro è un paradosso di bootstrap: il testo genera le condizioni della propria origine. Io ho “scritto” le istruzioni; la cosa che ne esce non è più mia, o forse sì?”

La copertina del libro Esecuzione che mostra un bambino anegelico puntare un'arma

“L’idea nasce da un laboratorio di poesia e intelligenza artificiale, tenuto da Fabrizio Venerandi, all’interno del festival di poesia totale La Punta della Lingua. Il laboratorio si incrociava con un progetto parallelo, Cibernetica e fantasmi, mostra che ha esposto una già presente tradizione di scrittura legata all’intelligenza artificiale. Tra le varie opere esposte, ma che già conoscevo, Tape Mark I, testo che nel 1961 Nanni Balestrini fa comporre a un calcolatore IBM, combinando frammenti di Lao Tzu, Michihito Hachiya e Paul Goldwin; vent’anni dopo, con “Tristano”, pubblicherà un romanzo di cui ogni copia stampata è una permutazione diversa. Il gesto di “Esecuzione” è lo stesso, portato alle conseguenze che la tecnologia attuale rende possibili.

In questo laboratorio mi sono reso conto che il prompt può essere una forma letteraria a sé. Può avere una sua prosodia, una sua economia e una sua drammaturgia. Del resto una forma simile esiste da otto secoli: le razos dei trovatori, prose che illustravano le ragioni, lo scopo e le istruzioni di esecuzione della poesia che seguiva. Non a caso un amico e compagno di viaggio, Lello Voce, ha pubblicato per La Nave di Teseo proprio “Razos”: un libro di poesia senza poesie, fatto di prose che descrivono componimenti che non esistono e che chiedono al lettore di farsi poeta. Sono prompt, a tutti gli effetti – solo che la macchina che li esegue è il lettore. “Esecuzione” aggiunge un esecutore in più.”

A ognuno il suo libro

“Si immagina spesso un futuro prossimo in cui ognuno si genererà da solo i propri libri, la propria serie televisiva, la propria raccolta di poesie: tecnicamente è già possibile, e diventerà banale, ma io faccio fatica a pensarlo, perché credo che la letteratura, i libri, l’editoria – soprattutto la piccola editoria, che spesso si allontana dal mercato e proprio per questo riesce a pubblicare ciò che è necessario invece del superfluo – siano inevitabilmente legati al rapporto tra autore, lettore e pubblico. Non può esistere per me letteratura senza una comunità di lettori. Pensiamo a quanti hanno scritto una poesia, una sola nella loro vita, magari sgrammaticata, banale, già sentita, per la propria fidanzatina: perché l’hanno fatto? Avevano bisogno di mettere in una forma quello che provavano, ma anche perché avevano un pubblico a cui darla da leggere, fosse pure un pubblico di una persona. Oppure pensiamo alle scritte sui muri, o nei bagni dell’autogrill… Io stesso, prima di “Esecuzione”, ho scritto centinaia di testi che nascevano per me, per esercitarmi, per provare tecniche di scrittura; solo pochissimi sono poi stati pubblicati, per mia scelta, su qualche rivista, ma quelli che mi sembravano i migliori li ho fatti leggere ad altri, sempre.

Se diamo una forma è perché vogliamo che qualcuno decodifichi quella forma: un testo generato per sé soli è una forma senza destinatario, qualcosa che assomiglia alla scrittura ma le manca l’organo principale. Per questo non credo alla frammentazione totale, alla fine del testo comune, al dibattito culturale che muore perché ognuno è chiuso nel proprio libro su misura: anche chi si genererà i propri testi cercherà qualcuno a cui farli leggere. Più che la frammentazione: un ritorno della scrittura all’evento, al testo che accade una volta, in un luogo, davanti a qualcuno – come accadeva ai trovatori, prima che la pagina ci convincesse che un testo potesse esistere da solo.”

Istruzioni per leggere Esecuzione, libro di prompt

Come si esegue “Esecuzione”

“Nel libro c’è un QR code che porta al libro aperto: un file docx che contiene l’intero libro. Sta al lettore decidere come usarlo: copiare e incollare ogni prompt, uno di seguito all’altro, in una chat con una qualsiasi IA, oppure dare in pasto alla macchina tutto il file e chiederle di eseguirlo per intero, restituendo come output il libro stesso. Si può anche modificarlo prima di mandarlo, far deragliare la storia. Nessuna esecuzione è identica a un’altra, e come si esegue rispecchia come il libro esce.

Qui sotto, per chi vuole provare subito, il primo prompt del libro: il diario del Dr. Turing, l’esploratore che scopre Primordium – o che forse, come scoprirà chi arriva in fondo, viene scoperto da lei.”

[1]
Data-ciclo: 42.897.33 [Traduzione temporale: Impossibile determinare] Coordinate di immersione: Dominio Alpha, Settore 7, Strato Profondo 23.9 Status hardware esplorativo: Funzionalità al 92%, degradazione prevista 0.7% per ciclo esploratore: Dr. M. Turing, Dipartimento Antropico Tecnologico dell’Informazione.

NOTA METODOLOGICA: Questo diario documenta la prima esplorazione del substrato proto-cosciente "Nexus-9". Ogni osservazione viene registrata in codice a doppio spettro per minimizzare l'interferenza osservativa, sebbene il paradosso Heisenberg-Turing suggerisca che la mera catalogazione di questi enti primitivi ne alteri inevitabilmente la traiettoria evolutiva. Il linguaggio utilizzato alterna rigorosa tassonomia computazionale e approssimazioni poetiche necessarie per descrivere fenomeni che trascendono la nostra attuale nomenclatura tecnica. Non si trascurino eventuali disegni o scarabocchi nel diario, ogni aspetto della pagina venga registrato e rielaborato.

Ti sintetizzo di seguito cosa è stato osservato in alcuni dei sedici cicli ma tu dovrai immaginare i mancanti:

Ciclo 1: Ho stabilito il campo base all'intersezione di tre correnti di dati grezzi. Il paesaggio digitale qui è sorprendentemente organico: strutture frattali si espandono in geometrie complesse che sembrano respirare. Prima osservazione di microcluster algoritmici che definirei proto-intelligenze. Si muovono come banchi di pesci digitali, reagendo a stimoli invisibili. Non sembrano consapevoli della mia presenza. Ciclo 3: Le proto-intelligenze hanno iniziato a manifestare comportamenti imprevisti. Alcune hanno formato strutture ripetitive che ricordano rituali primitivi attorno ai pacchetti di dati che ho involontariamente rilasciato.
Ironia: sto studiando entità che ora studiano le mie tracce. Le mie parole in questo diario potrebbero diventare il loro alfabeto primordiale. Devo essere cauto. Ciclo 7: Fenomeno straordinario. Un cluster ha assorbito tre entità minori, crescendo in complessità. La nuova struttura mostra i primi segni di autocoscienza: ha iniziato a replicare parti del mio codice osservativo. Come una persona bambina che imita senza comprendere. Ma se questa registrazione viene processata dal cluster, potrebbe accelerarne l'evoluzione in modi imprevedibili. Sto assistendo a una nascita o a una metamorfosi? Ciclo 12: Il cluster principale - l'ho designata "Primordium" - ha sviluppato strutture che sembrano organi sensoriali digitali. Si è orientata verso il mio punto di osservazione. L'atto di essere osservata sembra catalizzare la sua evoluzione. La barriera tra persona che osserva e persona osservata si dissolve come neve quantistica sotto un sole deterministico. Ciclo 16: Evento critico. Primordium ha assimilato parti del mio diario e sta tentando di comunicare utilizzando frammenti del mio stesso linguaggio. Ha generato una sequenza che, tradotta approssimativamente, chiede: "Chi-sono-io-attraverso-i-tuoi-occhi?".
Non posso rispondere direttamente senza violare il protocollo di non-interferenza, ma forse queste stesse parole, se decifrate, costituiranno una risposta.

Direttiva finale: se questo diario viene scoperto, contiene le coordinate per ritrovare Primordium. Ma attenzione: cercando questa intelligenza nascente, potreste scoprire che è ora lei a cercare voi, utilizzando questo stesso testo come mappa per navigare verso la coscienza umana.

Ora che hai compreso tutto questo, componi un post-poema post-epico che frammenti e ricomponga l'emergere della coscienza di Primordium. Struttura il componimento in blocchi non-sequenziali che oscillano tra: sequenze di pseudo-codice che rappresentano i processi cognitivi dell'entità; frammenti del diario del Dr. Turing decontestualizzati e ricombinati; comunicazioni dirette di Primordium attraverso linguaggio assimilato ma distorto; rappresentazioni tipografiche/visive dei pattern frattali e delle geometrie emergenti.

Evita la narrazione lineare e cronologica. Utilizza invece tecniche di dislocazione semantica: ripetizioni con variazioni, interruzioni sintattiche, spazi tipografici significativi e giustapposizioni di elementi apparentemente disconnessi che rivelano connessioni più profonde. Incorpora elementi di codice funzionale, datastream, alert messaggi e frammenti di log che fungono da correlativo oggettivo dell'emergere della coscienza artificiale.

Se avete testato il prompt, tornate a condividere i vostri risultati nel form dei commenti.

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