<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: [Infografica] La formula per scrivere un libro di successo	</title>
	<atom:link href="https://storiacontinua.com/scrittura-creativa/stilometria-la-formula-per-scrivere-un-libro-di-successo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://storiacontinua.com/scrittura-creativa/stilometria-la-formula-per-scrivere-un-libro-di-successo/</link>
	<description>Laboratorio di Scritture Online</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Aug 2018 08:57:23 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.4</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Mauro		</title>
		<link>https://storiacontinua.com/scrittura-creativa/stilometria-la-formula-per-scrivere-un-libro-di-successo/#comment-13609</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 08:04:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.storiacontinua.com/?p=7067#comment-13609</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono sufficienti elementi di perversione nell’applicazione (quantomeno arbitraria) della stilometria da parte di questi simpatici ricercatori. È ovvio che questo lavoro non ha nulla a che vedere con il senso originario stesso della disciplina, in primo luogo la determinazione dell’“authorship” ecc. Tu stessa (ti) poni diversi interrogativi, e quello finale è particolarmente significativo. La cosa che più colpisce (o dovrebbe colpire) è l’ossessivo abbinamento con “successo” che caratterizza analoghi punti di vista, tipici di diffuse (specie sul web) frange di audaci (speriamo comunque che la fortuna li aiuti). Osserva Pasolini che “il successo è l’altra faccia della persecuzione”; mi si potrà obiettare la non piena pertinenza dell’affermazione in questo contesto. Tuttavia resta l’ossessione americana (prontamente importata anche in Italia) per il “successo”, meglio ancora la persecuzione di cui sembrano essere vittime gli autori di questi esercizi di impressionismo parascientifico. Sembra inutile sottolineare che, a dar retta ai canoni individuati da questi arditi, a centinaia rimarrebbero esclusi dal cosiddetto “successo”, per varie ed evidenti ragioni, ma non ultima l’impossibilità di conferire tratti distintivi a questo o quell’autore. Lasciando perdere la storia del mondo, mi chiedo che ne sarebbe di giocolieri e infingitori come Queneau e Borges: senz’altro la farebbero franca (ma, ahinoi, non farebbero/avrebbero fatto “successo”). Oppure: Ellroy (“nei libri di successo si fa un uso più frequente dei congiuntivi, aggettivi, preposizioni, nomi e pronomi determinanti…”) oggi sarebbe ospite di qualche centro Caritas, per bene che gli andasse. Resterebbero i praticanti di unigrammi – e a quanto pare restano – della prima categoria (senza fare nomi).
Ad ogni modo interessante argomento di parodia, per quanto mi riguarda, rispetto al tema “Applicazioni tecniche del linguaggio”. Fase 1: http://comicomelo.blogspot.it/2014/01/applicazioni-tecniche-del-linguaggio.html

Grazie e un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono sufficienti elementi di perversione nell’applicazione (quantomeno arbitraria) della stilometria da parte di questi simpatici ricercatori. È ovvio che questo lavoro non ha nulla a che vedere con il senso originario stesso della disciplina, in primo luogo la determinazione dell’“authorship” ecc. Tu stessa (ti) poni diversi interrogativi, e quello finale è particolarmente significativo. La cosa che più colpisce (o dovrebbe colpire) è l’ossessivo abbinamento con “successo” che caratterizza analoghi punti di vista, tipici di diffuse (specie sul web) frange di audaci (speriamo comunque che la fortuna li aiuti). Osserva Pasolini che “il successo è l’altra faccia della persecuzione”; mi si potrà obiettare la non piena pertinenza dell’affermazione in questo contesto. Tuttavia resta l’ossessione americana (prontamente importata anche in Italia) per il “successo”, meglio ancora la persecuzione di cui sembrano essere vittime gli autori di questi esercizi di impressionismo parascientifico. Sembra inutile sottolineare che, a dar retta ai canoni individuati da questi arditi, a centinaia rimarrebbero esclusi dal cosiddetto “successo”, per varie ed evidenti ragioni, ma non ultima l’impossibilità di conferire tratti distintivi a questo o quell’autore. Lasciando perdere la storia del mondo, mi chiedo che ne sarebbe di giocolieri e infingitori come Queneau e Borges: senz’altro la farebbero franca (ma, ahinoi, non farebbero/avrebbero fatto “successo”). Oppure: Ellroy (“nei libri di successo si fa un uso più frequente dei congiuntivi, aggettivi, preposizioni, nomi e pronomi determinanti…”) oggi sarebbe ospite di qualche centro Caritas, per bene che gli andasse. Resterebbero i praticanti di unigrammi – e a quanto pare restano – della prima categoria (senza fare nomi).<br />
Ad ogni modo interessante argomento di parodia, per quanto mi riguarda, rispetto al tema “Applicazioni tecniche del linguaggio”. Fase 1: <a href="http://comicomelo.blogspot.it/2014/01/applicazioni-tecniche-del-linguaggio.html" rel="nofollow ugc">http://comicomelo.blogspot.it/2014/01/applicazioni-tecniche-del-linguaggio.html</a></p>
<p>Grazie e un saluto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annarita Faggioni		</title>
		<link>https://storiacontinua.com/scrittura-creativa/stilometria-la-formula-per-scrivere-un-libro-di-successo/#comment-13608</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annarita Faggioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 21:53:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.storiacontinua.com/?p=7067#comment-13608</guid>

					<description><![CDATA[La ricerca è sicuramente approfondita, ma resto sempre scettica (anche sui post di blog, che sono altro tipo di testo) quando si dice che l&#039;uso di alcuni tipi di parole chiave sia più &quot;gradevole&quot; alla psiche rispetto ad altre parole. Non metto in dubbio la ricerca, ci mancherebbe altro... Vorrei solo tornare a una letteratura fatta di parole e non da ricerche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca è sicuramente approfondita, ma resto sempre scettica (anche sui post di blog, che sono altro tipo di testo) quando si dice che l&#8217;uso di alcuni tipi di parole chiave sia più &#8220;gradevole&#8221; alla psiche rispetto ad altre parole. Non metto in dubbio la ricerca, ci mancherebbe altro&#8230; Vorrei solo tornare a una letteratura fatta di parole e non da ricerche.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
